The Quintet

* Esclusiva BlueArt MNG *

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FLAVIO BOLTRO // TRUMPET – EMANUELE CISI // TENOR SAX – ERIC LEGNINI // PIANO
MASSIMILIANO ROLFF // DOUBLE BASS – ADAM PACHE // DRUMS

The Quintet

FLAVIO BOLTRO
Uno dei più grandi trombettisti italiani, Flavio Boltro fa parte della scena jazzistica mondiale da circa 30 anni.
Nasce a Torino nel 1961. Il padre è musicista, trombettista e grande appassionato di jazz, “… mi sono ritrovato immerso nel jazz fin da piccolo, da quando avevo tre anni.
Mio padre mi prendeva sulle ginocchia prima di andare a letto e mi faceva ascoltare Armstrong e tutti i dischi di quegli anni”.
“… a nove anni e mezzo, ho detto a mio padre che volevo imparare a suonare la tromba”.
A 13 anni, si iscrive al Conservatorio e studia con il Maestro Carlo Arfinengo (prima tromba dell’Orchestra Sinfonica di Torino).
Una volta diplomato, la sua vita sarà segnata da due momenti determinanti che coincidono con l’incontro di due formazioni che saranno per lui l’occasione di farsi conoscere e apprezzare. La prima è Lingomania, guidata da Maurizio Giammarco. Il musicista possiede già un quartetto, ma aspira a trasformarlo in un quintetto. Una sera, al Capolinea, il celebre club milanese, Giammarco vede Flavio esibirsi con il trio del pianista Mario Rusca e lo chiama la settimana seguente per fissare un incontro. Nasce così il famoso quintetto, formato da Roberto Gatto, Furio Di Castri, Giammarco, Umberto Fiorentino e Flavio.
Questo gruppo acustico dalla matrice e dalle sonorità elettriche rappresenta una novità per quegli anni e riscuote grande successo in Italia, aggiudicandosi, per due volte consecutive, il premio per il Miglior Disco e il titolo di Miglior Gruppo dell’Anno.
Parallelamente, incomincia a ricevere diverse richieste di collaborazione, in particolare da Steve Grossman, con il quale si esibisce regolarmente. “… all’epoca in Italia c’erano 2000 club; io ci suonavo spesso con Steve ma mi esibivo anche ai festival internazionali in quintetto con Cedar Walton, Billy Higgins e David Williams alla sezione ritmica; e, poco prima che si concludesse l’esperienza con i Lingomania, con Clifford Jordan e Jimmy Cobb. Ho tenuto anche dei concerti con Freddie Hubbard a Umbria Jazz oltre a quelli di Torino e di Milano”.
La seconda formazione decisiva è il trio costituito insieme a Manu Roche alla batteria e a Furio Di Castri al contrabbasso, “… questo gruppo ha funzionato a meraviglia! All’epoca non esisteva un trio di tromba/contrabbasso/batteria; c’era solo il quartetto di Ornette; ma nessun trio. Mi è venuta questa idea e ne ho parlato con Furio. Al suo terzo anno di vita, il gruppo è diventato un quartetto con l’arrivo di Joe Lovano. Abbiamo fatto una tournée di 12 date in Italia e abbiamo inciso delle composizioni mie, di Furio e di Lovano, ma il disco non è mai uscito!”
Durante un’estate degli anni ’90 Flavio è in Corsica come spettatore al Festival di Calvi, dove, l’anno seguente, tornerà invece in veste di concertista per esibirsi in quartetto accanto ad Antonio Faraò, Manu Roche e Paolo Dalla Porta su richiesta di Lionel Benhamou. Durante le memorabili jam session di quelle serate, Flavio ha l’opportunità di fare importanti incontri che segnano l’inizio della sua avventura francese.
Nel 1994, Laurent Cugny, che ha appena preso le redini dell’ONJ, è alla ricerca di un trombettista e di un sassofonista: la sua scelta ricade proprio su Flavio Boltro e sul suo compagno di gioventù Stefano Di Battista. Un anno prima della conclusione della sua esperienza con l’ONJ, Flavio entrerà a fare parte del sestetto di Michel Petrucciani.
Continuando, Flavio Boltro, Stefano Di Battista ed Eric Legnini, amici di lunga data, cercano due musicisti per costituire un quintetto; il loro progetto si concretizzerà nel 1997 con l’arrivo di Benjamin Henocq alla batteria e di Rosario Bonaccorso al basso. Il nuovo gruppo, Di Battista/Boltro Quintet, riscuoterà grande successo fin dal 1998. Ma questa è già storia recente.
Tra i vari musicisti con cui ha collaborato, si annoverano, Michel Petrucciani, Billy Cobham, Freddie Hubbard, Jimmy Cobb, Laurent Cugny, Steve Grossman, Cedar Walton, Billy Higgins, David Williams, Clifford Jordan, Manu Roche, Joe Lovano, Eric Legnini, Benjamin Henocq, Dado Moroni, Antonio Faraò, Aldo Romano, Stefano Di Battista, Furio Di Castri, Maurizio Giammarco, Umberto Fiorentino, Paolo Dalla Porta, Rosario Bonaccorso, Andrea Pozza, Rosario Giuliani, Giovanni Tommaso, Roberto Gatto, Fabio Zeppetella, Dario Chiazzolino e molti altri.
Una piccola curiosità: suo è l’assolo di tromba nella sigla della famosa sitcom “Casa Vianello”, andata in onda dal 1988 al 2007.

EMANUELE CISI
Nato a Torino nel 1964, Emanuele Cisi è oggi uno dei sassofonisti più apprezzati sulla scena jazz internazionale.
Un suono personale e ricercato, un approccio energico, uniti a una profonda conoscenza della tradizione e a uno spiccato senso della melodia e dello swing, sono i tratti salienti del suo stile.
Dal 1995, anno in cui fu dichiarato vincitore della categoria Nuovi Talenti nel Top Jazz della rivista Musica Jazz, ha inciso 12 cd come leader o co-leader e oltre 50 come sideman, in vari paesi europei per etichette italiane e straniere (tra cui Blue Note, Universal), collaborando con alcuni dei più importanti musicisti della scena mondiale come Clark Terry, Jimmy Cobb, Billy Cobham, Albert “Tootie” Heat, Walter Booker, Jimmy Owens, Billy Hart, Cameron Brown, Joey Calderazzo, Ron Carter, Joe Chambers, Paul McCandless, Nat Adderley, Area II, Aldo Romano, Daniel Humair, Kenny Wheeler, Enrico Pieranunzi, Enrico Rava, Paolo Fresu, Furio Di Castri, Sting e molti altri.
Da anni è intensa la sua attività all’estero: ha suonato in gran parte dell’Europa, Stati Uniti, Sud America, Canada, Cina, Oceania, esibendosi in importanti festival in tutto il mondo (Parigi, Vienna, Nizza, Bruxelles, Liegi, Ile de La Réunion, Montreal, Pechino, Detroit tra gli altri).
Nel ’94 registra il primo disco a suo nome, destando molta attenzione tra il pubblico e la critica.
Espatria sempre più spesso, soprattutto in Francia, dove registra due lavori a suo nome e dove, nel 2001, viene chiamato a far parte del gruppo di Aldo Romano “Because of Bechet” con cui si esibisce in tutti i principali festival e teatri transalpini.
Nel 2006 fonda, insieme al collega di Detroit Chris Collins, il Detroit Torino Urban Jazz Project, un ambizioso e articolato progetto multidisciplinare (anche due fotografi sono coinvolti) che esplora differenze e similitudini culturali tra le due “città dell’auto”.
Nel 2008 sono stati pubblicati 3 nuovi progetti discografici, tra cui uno realizzato in Belgio col gruppo di Bart DeFoort che ha ottenuto il premio Django d’Or come miglior disco dell’anno.
A fine agosto dello stesso anno si è esibito, unico artista europeo, al prestigioso Detroit International Jazz Festival con una formazione americana.
Nel 2009 è stato in tourné in Cile, partecipando al festival jazz di Providencia, ha partecipato ad alcuni reading-musicali con gli scrittori Paolo Giordano e Luca Ragagnin, si è esibito in tour con un suo quartetto, presentando il cd “The Age of Numbers”, col pianista americano Xavier Davis, si è esibito in Norvegia, e ha compiuto una tourné negli Stati Uniti con il progetto Detroit-Torino Urban Jazz Project.
Sempre nello stesso anno risiede per quattro mesi a Washington DC, dove collabora con molti artisti rappresentativi della scena U.S.A., esibendosi in vari jazz clubs e rassegne, e compie nuovamente un lungo tour tra Belgio e Olanda.
Nel 2010 si esibisce ancora negli U.S.A., e da vita ad un nuovo progetto, il Northbound, un quartetto “pianoless” con trombone.
Il 9 maggio 2011 si è tenuta con grande successo al Teatro Regio di Torino la prima mondiale del DTUJP (Detroit Torino Urban Jazz Project) in versione “sinfonica”, dove l’orchestra Filarmonica 900 diretta dal M° Damian Iorio ha eseguito insieme al quartetto guidato da Cisi e Collins le due partiture commissionate appositamente ai compositori Carlo Boccadoro e James Hartway.
Tra le sue collaborazioni spicca quella con il prestigioso ensemble di musica barocca La Venexiana, in cui fonde la sua personale sonorità e il suo stile in un repertorio classico che spazia tra Monteverdi e Handel.
Dal 2013 ha ideato e promosso una collaborazione tra il Conservatorio di Torino e la Juilliard Jazz School di New York, attraverso workshop e concerti nella cornice del Torino Jazz Festival.
Sempre più spesso negli Stati Uniti, a New York ha registrato, con il suo trio Newyorkese per la Max Jazz il disco “Where or When”.
Nel 2015 e nel 2016 è stato votato come miglior sassofonista Italiano (sax tenore) ai Jazzit Awards.
Il suo ultimo cd, con Eric Reed al pianoforte, è stato pubblicato a gennaio 2016.
In campo didattico, è docente di sassofono jazz al Conservatorio G. Verdi di Torino, con cui, nell’ambito del DTUJP, sta effettuando uno scambio interculturale con la Wayne State University di Detroit.

ERIC LEGNINI
Eric Legnini è nato in Belgio, nel 1970. Ha trascorso la sua infanzia ascoltando Bach e Puccini. All’inizio degli anni ’80, l’ascolto di un album Erroll Garner gli ha aperto un nuovo orizzonte musicale, con il suo orecchio eccezionale per la musica, viene subito catturato dall’incantesimo del jazz, Eric ha trovato la sua strada espressiva.
Nel 1987 incontra una delle più importanti figure del jazz europeo, il sassofonista Jacques Pelzer, che lo invita ad esibirsi in duo con lui ed in seguito ad unirsi alla sua band. Un incontro importante e fondamentale per la sua carriera che lo ha portato ad approfondire le sue conoscenze musicali e ad ampliare il suo repertorio di standard, diventando in breve tempo uno dei giovani sidemen più promettenti della scena jazzistica belga.
Nel 1988 a soli diciotto anni Eric decide di andare a New York, la patria del jazz, per approfondire i suoi studi. Nella grande mela ci rimane per due anni, sviluppando anche altri interessi come il rap e la musica elettronica ed imparando a conoscere ed apprezzare altri artisti come i Public Enemy e Ice-T.
Oltre ai corsi di studio presso la Long Island University con Richie Beirach, Eric è sempre stato “on-the-job training” trascorrendo le notti in jam session epiche in compagnia di alcuni delle migliori promesse jazz del periodo: Vincent Herring, Ravi Coltrane, Branford Marsalis, Kenny Garrett ….
Tornato in Belgio nel 1990, gli viene subito offerto la cattedra di pianoforte jazz presso il Conservatorio Reale di Bruxelles, nel frattempo incontra il grande Toots Thielemans e si unisce con entusiasmo alla sua orchestra, un’esperienza durata circa due anni che lo ha portato ad esibirsi in tutto il mondo.
Si intensifica il suo lavoro in studio e sperimenta nuovi percorsi fondendo funk, rap e musica elettronica.
Considerato ormai un pilastro della scena jazzistica belga, il 1992 è un’altro importante anno per la vita artistica di Eric, il suo incontro con due formidabili musicisti italiani il trombettista Flavio Boltro e il sassofonista Stefano Di Battista, che insieme a Laurent Cugny formano una band decisi a conquistare Parigi. Il talento e la bravura di Eric Legnini è il collante perfetto per questa storica formazione che lascia un segno indelebile.
Un suono aperto e generoso, un fraseggio ricco e raffinato, pieno di swing, fondato su rigore e sobrietà degni dei grandi maestri del hard-bop lo fanno diventare uno dei sidemen più richiesti.
Eric Legnini ha tenuto concerti in ogni angolo del mondo ed ha suonato solo con i migliori musicisti, sperimentando anche fuori dall’ambito jazz: Enrico Rava, Joe Lovano, Mark Turner, Serge Reggiani, Aldo Romano, Philippe Catherine, Paco Sery, Didier Lockwood, Manu Katché, Richard Bona, Henri Salvador, Christophe, Dj Cam, Sanseverino, John McLaughlin, Yvan Lins, Mike Stern, Bunky Green, Jeff Ballard, Zigaboo Modeliste, Yusef Lateef, Raphaël Sadiq, Pino Palladino, Eric Harland, Kyle Eastwood, Joss Stone, Natalie Merchant,Hugh Coltman, Yael Naim, Raoul Midon, Kurt Elling, Krystle Warren, Vince Mendoza, Michaël Brecker, Dianne Reeves, Milton Nascimento.

MASSIMILIANO ROLFF
La musica di Massimiliano Rolff, fondata su una profonda conoscenza della tradizione jazzistica unita ad un gusto personale per la composizione, è diventata negli ultimi anni un punto di riferimento per molti amanti della musica jazz in Italia e in Europa.
In oltre 15 anni di carriera musicale, Massimiliano Rolff, ha suonato continuativamente nei migliori Jazz Clubs e Festivals d’Europa e Usa, come leader ed al fianco di alcuni dei più importanti jazzisti sulla scena internazionale.
Nato nel 1973, si avvicina allo studio della musica all’età di 12 anni suonando la chitarra da autodidatta. A 16 anni si esibisce come bassista con numerosi gruppi rock in nord italia. Ha la fortuna di ascoltare molti generi musicali dal rock al jazz, alla musica classica, da adolescente è un fan del rock britannico. Sempre a 16 anni ha la fortuna di assistere ad un concerto di Miles Davis (tour di Amandla), questo evento cambierà la sua vita. A 20 anni decide finalmente di dedicare la propria vita alla musica, si trasferisce in Olanda alla ricerca di un ambiente più internazionale. Nel 1999 si diploma in basso elettrico e pedagogia musicale presso il Conservatorio statale di Groningen (NL) e dopo pochi mesi, grazie ad una borsa di studio del governo olandese, vola a New York per seguire un master presso The Bass Collective con John Patitucci e Lincoln Goines. Nel 2000 in Italia stabilendosi a Genova. Dopo alcuni anni di professionismo come bassista in ambito pop, nel 2004 si dedica al contrabbasso. La sua vita musicale cambierà ancora.
Tra le sue collaborazioni si ricordano le formazioni con musicisti straordinari come Steve Grossman, Scott Hamilton, Jesse Davis, Phil Woods, Dave Schnitter, Perico Sambeat, Eliot Zigmund, Peter King, Herb Geller, Rachel Gould, Gilad Atzmon, Phil Woods, Sangoma Everett, Andy Gravish, Karen Edwards, Johannes Faber, Jasper Van’t Hof, Tom Kirkpatrick. Nell’ambito nazionale Rolff si presenta spesso al fianco di amici musicisti come Andrea Pozza, Dado Moroni, Emanuele Cisi, Enzo Zirilli, Andrea Dulbecco, U.T. Gandhi, Gabriele Mirabassi, Tino Tracanna, Alessio Menconi, Marco Tamburini, Carlo Atti, tra gli altri.
Negli ultimi anni ha suonato nei più prestigiosi clubs e festival di Italia, Olanda, Germania, Francia, Spagna, Austria, Svizzera, Bulgaria, California, Arizona, Texas, Louisiana, Alabama, Missisipi, Georgia, North e South Carolina, suonando, tra gli altri ai seguenti festival: Valencia Jazz Festival, Folkest, SXSW Festival, UCLA Festival, Mantova Musica Festival, Nu Summer Groove, Dolomiti Sky Jazz, Lille Jazz Festival, Gurten Up Town Festival, Roma Primo Maggio, Milano in Musica, Grande Jazz all’Universita di Castellanza, July Jazz Fest, Alassio Jazz Festival, Sestri Jazz 2008, 2010, Dal Missisipi alla Bormida, Valdarno Jazz, Versilia Jazz, Macerata Jazz Festival, Serravalle Outlet in Jazz e molti altri.
Nel 2010 consegue la Laurea di Secondo Livello in Jazz presso il Conservatorio “N. Paganini”.
Nel 2003 ha pubblicato, come autore e bassista, con il progetto di electro-jazz il fortunato album “Next Beat”, all’importante successo commerciale e di critica hanno fatto seguito numerose apparizioni su altrettante compilation nei 5 continenti.
Nel 2006 ha pubblicato il suo primo album Jazz come contrabbassista, leader e compositore “Unit Five”. Nel 2009 ha pubblicato l’album “Naked” di cui è autore di tutte le musiche. Con entrambi gli album è stato premiato, rispettivamente nel 2006 e nel 2009, come “Migliore album jazz” con il premio “Jazz LightHouse”.
Nel 2012 pubblica il suo terzo album da leader con la formazione Unit Five dal titolo “More Music”, e nel 2014 il suo nuovo album “SCREAM!”.
Decine sono le apparizioni come side-musician in produzioni di interesse internazionale, tra le più recenti ricordiamo l’album “Scrub Game” – Marini Rolff U.T. Gandhi, inserito fra i 100 migliori album del 2013 secondo la Rivista Jazzit, così come per l’album “Scream!”.
Nel 2016 pubblica per la BlueArt il concept-album “Italian Life in Contemporary Time”, con cui propone un sound del tutto personale, per quartetto d’archi, clarinetto, contrabbasso e percussioni e a cui prende parte il clarinettista Gabriele Mirabassi. La musica di Italian Life è parte dell’omonimo spettacolo per immaginini e danza co-prodotto dal Teatro della Tosse di Genova.
Dal 2015 è docente di Basso Elettrico presso il Conservatorio “G. Puccini” di La Spezia.

ADAM PACHE
Adam Pache nasce a Sidney nel 1977. Riconosciuto come uno dei migliori batteristi australiani, negli ultimi anni si è conquistato un ruolo di rilievo anche nella scena Europea, suonando e incidendo con grandi musicisti quali Steve Grossman, Lee Konitz, Clark Terry, Seamus Blake, Diane Schuur, Terell Stafford, Junior Mance, Carla Bley, Steve Swallow, Danny Grissett, Roberta Gambarini, Scott Hamilton, Eric Reed, Jeremy Pelt, Paul Jeffrey, Ben Wolfe, Gary Smulyan, Joe Magnarelli, Philip Harper, John Webber, Bruce Forman, Scott Robinson, Linda Oh, Gilad Hekselman, Randy Ingram, Will Vinson, Duško Gojković, Barbara Dennerlein, Tony Monaco, Perico Sambeat, Jesse Davis, Francesco Cafiso, Aldo Zunino, Emanuele Cisi, Max Ionata, Piero Odorici, Carlo Atti, Darryl Hall, Alberto Marsico, Ameen Saleem, Bjørn Solli, Michael Rosen, Greg Burk, solo per citarne alcuni.
Adam scopre e coltiva la passione per il mondo delle percussioni sin dalla prima infanzia, quando la sua famiglia si trasferisce in Papua Nuova Guinea, dove viene influenzato dalla ricchezza della musica etnica del luogo, in particolare dalla magia del suono e della ricchezza ritmica dei log drum.
A nove anni si trasferisce di nuovo a Sidney e inizia a studiare la batteria. Dopo il liceo si iscrive al Sidney Conservatorium of Music, integrando alla formazione accademica una fitta attività di concerti dal vivo con l’elite della scena jazzistica della città. Nel 2000 è New York per la prima volta, dove studia con Greg Hutchinson, Carl Allen e Rodney Green.
Nel 2001 Adam partecipa a “The Pulse”, per il canale ABC (Australian Broadcasting Corporation), una acclamata serie televisiva che documenta e diffonde il più alto livello del jazz prodotto in Australia. L’anno successivo prende parte ad una serie di concerti con la cantante Janet Seidel e la Symphony Orchestra al Sidney Opera House. Con l’orchestra incide tre album e partecipa a numerose tournée in Australia, Giappone, Tailandia, Filippine e Medio Oriente.
Adam torna a New York nel 2005, questa volta con un Artist Visa che gli permette svolgere una fitta attività concertistica in molti dei leggendari jazz club della città, entrando sempre più profondamente nel cuore della musica. Nel 2009, lascia New York per stabilirsi in Europa, a Roma, e le molte collaborazioni con vari jazzisti Europei lo vedono impegnato attualmente in Italia, Norvegia, Svezia, Inghilterra, Irlanda, Germania, Svizzera e Danimarca.
Ha partecipato a molti dei festival più prestigiosi nel mondo, tra cui il New York JVC Jazz Festival, Montreux Jazz Festival, Bologna Jazz Festival, Sydney Festival, Oslo Jazz Festival, Copenhagen Jazz Festival, Torino Jazz Festival, Villa Celimontana Jazz Festival, Rigas Ritmi Festival, Ischia Jazz Festival, Empoli Jazz Festival, Peperoncino Jazz Festival, Sori Summer Jazz, Ancona Jazz Festival, Moncalieri Jazz Festival e il Bangkok Jazz Festival.

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