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La maturità non è un fatto anagrafico – Jazz a Roma a cura di Maurizio Alvino – Recensione del concerto di Mattia Cigalini

http://jazzaroma.wordpress.com/2014/03/02/la-maturita-non-e-un-fatto-anagrafico/

La maturità non è un fatto anagrafico

Venerdì sera, alla Casa del Jazz, un giovane sassofonista di nome Mattia Cigalini ha fatto sapere a tutta la numerosa platea, semplicemente suonando il suo sax alto, che ci sono ancora giovani musicisti pronti a rottamare i vecchi. Questa asserzione va letta non in senso negativo, ma come pungolo a tutti, giovani e vecchi, a fare sempre di più e meglio.

Siamo in tanti, nonostante la pioggia, e la formazione che abbiamo dinanzi è particolare, senza basso. Oltre a Mattia Cigalini (sax alto), leader della formazione, ci sono Gianluca Di Ienno (pianoforte) e Nicola Angelucci (batteria). Si parte subito alti, con un brano che ricorda da vicino gli Yellow Jackets e che si ispira a culture lontane. Cigalini non ha fretta di esibirsi, non cerca il numero come si conviene ad un musicista di lunga esperienza. Attende con atteggiamento ispirato il momento del guizzo, l’estro creativo.

Ed ecco che il secondo brano, East, strutturato su tempi dispari, offre l’occasione, a lui come ai suoi comprimari, di misurarsi con una struttura più complessa, per quanto basata su un concetto modale. I ritmi diventano più veloci, il sax si avventura su impervie sequenze triadiche, il tutto sempre con grande controllo.

Symbolic è l’ulteriore passo di questa ascesa di cui siamo parte, ascesa dalla terra al cielo o, come usa dire in questi giorni, dalla bruttezza del quotidiano alla bellezza assoluta: ad una intro basata su un pedale di piano, si sovrappongono i mallets di Angelucci a conferire un aspetto tribale. Su tutto questo, Mattia gestisce con apparente semplicità un assolo in crescendo, passando prima da frasi liriche e consonanti per arrivare poi, in un crescendo emozionale, a frasi sempre più repentine a tratti sconfinando nei sovracuti.

In Horus, ad una intro di sax molto up segue poi un interludio pianistico più lento, con la batteria ed il piano stesso ad eseguire puntillismi dando la giusta verve al solista il quale ha così lo spunto per agganciarsi ad un ritmo swingante, con la batteria a scomporre con metro diverso dando così una sensazione di poliritmia.

Il concerto continua a farci ascendere, fino a quando, sul finale, Mattia decide di travolgerci direttamente, con un brano dal marcato accento bebop nel quale il sax esegue uno slap, il piano suona la walkin’ line, la batteria picchia forte e ci ricordiamo tutti all’improvviso dell’epoca d’oro, e mi chiedo: e se fosse nata stasera una nuova epoca d’oro?

Mattia Cigalini “Astrea” – Casa del Jazz – Roma

 

BlueArt Management & Gianpietro Giachery

Gianpietro Giachery vanta una lunga carriera a contatto con la musica, iniziata negli anni ’90 come promotion manager alla Contempo Records e continuata alla BMG Ariola; come marketing manager ha lavorato per Virgin Music Italy, Polygram, Emi Music Italy, Big Fish Entertainment, My Favorite Records e Tuk Music.

Da febbraio 2014 si occuperà dell’ufficio stampa della BlueArt Management, dei suoi artisti e dei loro progetti.

Per ogni ulteriore informazione, foto, comunicati, interviste, rassegna stampa: gianpietro.giachery@gmail.com – press@blueartmanagement.com

BlueArt Management sul palco di Sanremo 2014 insieme a Paolo Nutini

Paolo Nutini

Paolo Nutini, 27anni, talento anticonformista e di incredibile abilità vocale, sarà ospite della serata di venerdì 21 febbraio al Festival di Sanremo.
Nutini presenterà per la prima volta sul palco dell’Ariston il nuovo singolo “Scream (Funk Up My Life)” contenuto nel nuovo album di inediti “Caustic Love” in uscita ad aprile.

Il nuovo album “Caustic Love” esce a distanza di quasi cinque anni dal precedente intitolato “Sunny Side Up”, nel nuovo disco il cantautore scozzese fa come un passo indietro per puntare dritto al cuore con un mix inebriante di soul e di funk. Contiene brani originali scritti da Paolo e in gran parte prodotti da lui stesso e da Dani Castelar. L’album è stato registrato a Valencia, Londra, Glasgow e negli Stati Uniti.

Paolo Nutini è esploso sulla scena musicale mondiale nel 2006 con un album pop, “These Streets”, vendendo 1,5 milioni di copie nel solo Regno Unito. Tre anni più tardi prende una nuova direzione musicale con l’acclamato “Sunny Side Up”. Nominato ai Brits, vincitore di un Ivor Novello Award, Paolo è l’artista maschile che ha venduto di più nel Regno Unito nel 2009 e 2010.

Andrea Pozza & Mattia Cigalini

Un incontro prezioso, quello tra Andrea Pozza e Mattia Cigalini, e forse inevitabile. Un duo consolidato e di grande intesa che in questo progetto trova senza dubbio terreno fertile.
Andrea è riconosciuto come uno dei massimi pianisti italiani ed europei. Per lui parla una carriera ultraventennale, che l’ha visto suonare e confrontarsi con i massimi jazzisti dei due continenti.
Ispirato da nomi nobili del mainstream e del bop, Andrea unisce ad un linguaggio che non tradisce mai la via dello swing una enorme cultura specifica.
Ha inciso da leader, ha fatto parte del quintetto di Enrico Rava dal 2004 al 2008 e collabora stabilmente con Steve Grossman e il quartetto di Rosario Bonaccorso. Ha un trio a suo nome ed è leader dell’European Quintet, in cui ha modo di sfoggiare una scrittura originale e creativa, legata alla tradizione con un occhio verso il futuro.
In tale ambito espressivo va vista l’unione con Mattia Cigalini, per la critica europea specializzata, uno dei più grandi talenti della nuova generazione di musicisti.
La sua fluidità nel fraseggio e la sonorità, di notevole impatto, hanno già trovato nei pubblici di tutto il mondo, specialmente in Giappone, degli entusiasti ammiratori.
Conta prestigiose collaborazioni, Fabrizo Bosso, Paolo Fresu, Tom Harrell, Uri Caine, Randy Brecker, Stefano Bollani, esibendosi nei più famosi teatri, feastivals e sale da concerto in Italia, in Europa e nel mondo.
Incide per la prestigiosa etichetta CAM Jazz.
In programma brani originali e una scelta di standard, che sapranno portare il calore e la vivacità tipici del jazz club.

Rosario Moreno
Artist Manager
Phone: +39 0185 36 45 00
Mobile: +39 335 52 57 840
moreno@blueartmanagement.com
www.blueartmanagement.com

Mattia Cigalini – I prossimi appuntamenti

Mattia Cigalini

 

30 gennaio – Parigi
31 gennaio – Parigi

01 febbraio – Parigi
02 febbraio – Parigi
03 febbraio – Parigi
04 febbraio – Parigi
05 febbraio – Parigi

16 febbraio – Monza, Mattia Cigalini “ASTREA” con Gianluca Di Ienno e Nicola Angelucci
28 febbraio – Roma, Mattia Cigalini “ASTREA” con Gianluca Di Ienno e Nicola Angelucci

10 marzo – Festival Val di Fassia, Manu Roche/Paolino Dalla Porta/Luigi Tessarollo
11 marzo – Bergamo, Manu Roche/Paolino Dalla Porta/Luigi Tessarollo
12 marzo – Milano, Manu Roche/Paolino Dalla Porta/Luigi Tessarollo
13 marzo – T.B.A, Manu Roche/Paolino Dalla Porta/Luigi Tessarollo
14 marzo – Perugia, Manu Roche/Paolino Dalla Porta/Luigi Tessarollo
15 marzo – Mestre, Manu Roche/Paolino Dalla Porta/Luigi Tessarollo

16 marzo – Trieste, Guest

17 marzo – Recording Session, Manu Roche/Paolino Dalla Porta/Luigi Tessarollo
17 marzo – Busto Arsizio, Manu Roche/Paolino Dalla Porta/Luigi Tessarollo

19 marzo – Bordighera, Mattia Cigalini/Andrea Pozza Duo

21 marzo – Reggio Emilia, Mattia Cigalini “ASTREA” con Gianluca Di Ienno e Nicola Angelucci

28 marzo – Napoli, Mattia Cigalini “BEYOND” Trio con Michele Tacchi e Giorgio Di Tullio

30 marzo – Milano, Sax solo

Joel Holmes Trio con Massimiliano Rolff al contrabbasso e Adam Pache alla batteria

Joel Holmes

Joel Holmes, pianista e compositore statunitense, è considerato un vero prodigio del pianoforte e, a neanche trent’anni, si è già conquistato un ruolo di primo piano nel mondo del jazz americano ed internazionale. Della sua musica dice che si tratta di un connubio tra influenze musicali, libertà spirituale e interpretazione personale.
Ha studiato alla prestigiosa “Baltimore School for the Arts” e si è laureato in Jazz Performance al Conservatorio “Peabody Institute” dell’Università John Hopkins. Il suo talento, apprezzato e conosciuto in molte parti del mondo, dall’Europa all’Asia, dagli Usa all’America Latina, lo ha portato a ricevere premi e riconoscimenti importanti e a collaborare con grandi artisti come Roy Hargrove, Nenna Freelon e molti altri. Ha all’attivo due cd, “Eternal Vision” e “African Skies” (con cui ha ricevuto due nominations per i Grammy Awards) e altri in uscita.

Joel Holmes Trio

Joel Holmes pianoforte
Massimiliano Rolff contrabbasso
Adam Pache batteria

15 gennaio – Officine Solimano (Savona)
16 gennaio – Quarantaquattro Gatti (Monza)
17 gennaio – Jazz Club Torino (Torino)
18 gennaio – Count Basie (Genova)

Joost Swart Trio meets Eliot Zigmund – Europa Tour aprile/maggio 2014

Joost Swart Trio meets Eliot Zigmund

Europa Tour 27 Aprile – 13 Maggio 2014

Joost Swart: pianoforte
Massimiliano Rolff: contrabbasso
Eliot Zigmund: batteria

 

 

 

 

 

 

 
Un eccezionale concerto di jazz, in cui tradizione e ricerca si intrecciano con un sound asciutto e contemporaneo.
Joost Swart stella nascente del jazz olandese invita nel suo trio il grande batterista newyorkese Eliot Zigmund, leggenda del jazz americano.
Zigmund è l’instancabile drummer che con grande creatività e sapienza ha affiancato, nella sua carriera e su progetti stabili, grandi artisti come Bill Evans, Michel Petrucciani, Jim Hall, Stan Getz e Benny Golson solo per citarne alcuni, rimanendo a tutt’oggi uno dei batteristi di riferimento della scena mondiale.
Completa la formazione il contrabassista e compositore Massimiliano Rolff.
Il trio di Joost Swart ha pubblicato nel 2012 l’album “After Dark” (BlueArt, 2012 – liner notes di Dado Moroni) cui ha fatto seguito un ampio consenso di critica e pubblico.

Eliot Zigmund, una leggenda e una realtà del jazz internazionale.
Batterista nativo di New York, è un musicista molto esperto che nel corso della sua carriera ha avuto modo di collaborare con diversi dei più importanti nomi del jazz moderno, tra gli altri Jim Hall, Stan Getz, Joanne Brackeen, Lee Konitz, Fred Hersch, oltre che essere stato un componente stabile del trio di Bill Evans dal 1975 al 1979 e successivamente, per cinque anni, del trio di Michel Petrucciani.
Musicista caratterizzato da un solido senso del beat, abbinato a grande gusto e sensibilità musicale.

Joost Swart è indubbiamente il pianista più interessante della nuova scena olandese.
Cresciuto musicalmente a fianco dei grandi pianisti olandesi quali Jasper van’t Hof, Michael Borstlap e Henk Meutgeert, si diploma con il massimo dei voti al Conservatorio di Musica Jazz di Groningen.
Fondatore del quartetto della celebre cantante olandese Francien van Tuinen nel 1997, raggiunge presto la popolarità a livello nazionale, ed è presente per cinque anni di fila al all’importante North Sea Jazz Festival.
Dopo un intenso periodo sulla scena newyorkese entra a far parte della band di Vincent Herring, con cui è in tour europeo nel 2005, attraverso i festival e i teatri più importanti del continente. Sempre nel 2005 pubblica il suo atteso album da leader con il gruppo “Tetra” che riceve una grande visibilità nel circuito del jazz europeo. Nel 2008 incide l’album “Symbiosis” come solista principale insieme ad un’orchestra di 14 elementi su musica di Claus Ogerman.
Negli ultimi anni è stato protagonista di numerosi tour in Giappone e sud est asiatico a fianco di molti musicisti quali Benjamin Herman, Jesse van Ruller, John Engels, Hans Dulfer, Rick Margitza, Vincent Herring, Don Braden, Valery Ponomarev, Freddie Bryant and Ralph Peterson.

Massimiliano Rolff si è diplomato presso il Jazz Conservatory della città di Groningen nei Paesi Bassi nel 1999 in basso elettrico e didattica musicale, dopo gli studi presso la Bass Collective di New York nel 2010 si laurea in Jazz presso il Conservatorio di Genova.
Contrabassista e compositore è leader del quintetto Unit Five, con il quale ha pubblicato due album. Come freelance negli ultimi anni ha suonato nei più prestigiosi clubs e festival di Italia, Olanda, Germania, Francia, Austria, Svizzera, Bulgaria, Turchia, Usa, con Steve Grossman, Scott Hamilton, Jesse Davis, Herb Geller, Peter King, Dave Schnitter, Phil Woods, Rachel Gould, Sangoma Everett, Andrea Dulbecco, Andy Gravish, Luca Begonia, Marco Tamburini, Gianpaolo Casati, Andrea Pozza, François Chassagnite, Mattia Cigalini, Luca Santaniello, Karen Edwards, Johannes Faber, Enzo Zirilli, Jasper van’t Hof e altri.
Nel 2006 ha pubblicato il suo primo album jazz come contrabbassista, leader e compositore “Unit Five”. Nel 2009 ha pubblicato l’album “Naked” di cui è autore di tutte le musiche.
Con entrambi gli album è stato premiato, rispettivamente nel 2006 e nel 2009, come migliore album jazz della Liguria con il premio “Jazz LightHouse”. Nel 2012 pubblica per la BlueArt Records il nuovo album con la formazione Unit Five dal titolo “More Music”, e successivamente sempre per BlueArt Records il cd “After Dark” con il pianista olandese Joost Swart. Dal 2008 è direttore artistico del Count Basie Jazz Club di Genova.

Rosario Moreno – Artist Manager
Phone: +39 0185 36 45 00 – Mobile: +39 335 52 57 840

BlueArt Management Roster 2014

 

“Astrea” il nuovo progetto musicale di Mattia Cigalini

Astrea
Mattia Cigalini – Sassofono
Gianluca Di Ienno – Pianoforte/Tastiere
Nicola Angelucci – Batteria

“Astrea” è l’inedito, nuovo progetto musicale che Mattia Cigalini sta presentando al pubblico in anteprima assoluta.
Il repertorio del gruppo è composto esclusivamente di composizioni originali, le quali forgiano un sound di stampo moderno, innovativo e “aperto a 360°” grazie soprattutto alla scelta di escludere il basso/contrabbasso da parte del leader.
“Astrea” sarà il nuovo album di Cigalini per la CAM JAZZ, in uscita per l’estate 2014; in studio di registrazione sono previste partecipazioni da parte di alcuni fra i più noti musicisti americani di sempre.

“Scrub Game” – Il nuovo CD di Bruno Marini – Massimiliano Rolff – U.T. Gandhi

Scrub Game” è il titolo del nuovo progetto discografico dell’inedito trio formato da Bruno Marini, Massimiliano Rolff e U.T. Gandhi.
Il CD prodotto da Rosario Moreno per l’etichetta italiana BlueArt ha avuto la sua prima uscita “live” ufficiale nell’ambito del Jazzit Fest.
Sul palco i tre protagonisti, Bruno Marini al sassofono baritono e a l flauto, Massimiliano Rolff al contrabbasso e U.T. Gandhi alla batteria.
Un disco che si può definire in quattro semplici ma efficaci parole: Suono, Silenzio, Ricerca e Interplay.
Un progetto che è l’incontro di tre anime musicali alla ricerca di un sound personale e contemporaneo, asciutto e sorprendente, che affonda le sue radici nel Jazz e nella Black Music, per percorrere insieme al pubblico strade musicali fatte di percorsi improvvisativi istantanei, urbani e futuristici, a cavallo fra la voce popolare e la musica colta.

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Note di Copertina di Rosarita Crisafi

Bruno Marini è un musicista di jazz, nel senso stretto del termine ed è anche un giocatore d’azzardo, abilissimo nel leggere le intenzioni dell’avversario.
Temibile a poker, magistrale artefice di questa partita.
In apparenza la session sembra preparata, in realtà nulla è stato deciso prima di entrare in studio.
Come accade in ogni buon tavolo da poker, i giocatori si adeguano al suo ritmo.
In questo caso il timing, precisissimo e inarrestabile, è affidato a U.T. Gandhi e Max Rolff, pronti a cogliere al volo ogni minimo indizio e a trasformarlo in una giocata emozionante.
Si ascolta la freschezza di un flusso inventivo capace di creare strutture, grooves, architetture sonore ben ancorate al sound dei grandi maestri del jazz e del blues, in cui emergono con voce originale le personalità di ciascuno.
Rimane il dubbio: ci si trova di fronte ad abili giocatori o a bari? Il confine è sottile.
Di certo, in questo caso, non c’è nessun “pollo da spennare”.
Il piatto, ricchissimo, una volta tanto, è a beneficio del jazz.

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Note di Copertina di Valerio Abeni

Tre considerazioni su questo CD:
1) Se avete a disposizione un bassista con un drive top of the beat, un batterista pieno di groove e un sassofonista con uno swing devastante, avete il 99,99% di possibilità di realizzare un eccellente CD di jazz.
2) I suoni sono strepitosi. Riverbero anni ’50/’60 e balance perfetti.
3) Questo album (realizzato in meno di tre ore ) è totalmente improvvisato, ma l’ascoltatore ha la sensazione che i brani siano minuziosamente programmati.
Grande interplay, ragazzi e complimenti al produttore.

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